Chef Ramsay rapito dal vino di Montecarlo

Il Tirreno Lucca

Chef Ramsay rapito dal vino di Montecarlo – Regione – Il Tirreno

Dalla Lucchesia a Londra, il bianco della Tenuta del Buonamico scelto dal super-chef per un pranzo vip

Chef Ramsay rapito dal vino di Montecarlo – Regione – Il Tirreno

LUCCA. Lui è uno degli chef più famosi del mondo che ha collezionato qualcosa come 15 stelle Michelin: Gordon James Ramsay, stella made in England di programmi tv come Hell’s Kitchen, Cucine da incubo e MasterChef. Lei, la bottiglia, dà forma a un vino bianco di nicchia. Non il solito grande rosso toscano dall’etichetta altisonante. Ma una perla che è diventata l’orgoglio della Lucchesia: Montecarlo doc della Tenuta del Buonamico. Ebbene Chef Ramsay ha scelto proprio lei. Selezionandola in un panorama immenso di possibilità. L’ha riconosciuta, voluta e portata all’altare di Londra, al Maze, uno dei suoi ristoranti stellati. Una tavola di bianco vestita, nel cuore della City, con 8 commensali super vip pronti a farla roteare nei calici come una ballerina che sta danzando in un sogno.

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Che soddisfazione per il Consorzio del vino Montecarlo. E che fatica reperire dodici bottiglie di Montecarlo Bianco, a Londra, in un giorno! Ne sa qualcosa Gino Fuso Carmignani, presidente del consorzio. Ma il vero Deus ex machina è stato Andrea Rinaldi, un altro “pezzo” di cui la Toscana può andare fiera. Presidente della “UK Sommelier Association” e capo dei sommelier Ais britannici, Rinaldi è di Montecatini Alto, ma abita a Londra da anni. A lui s’è rivolto il management del ristorante Maze di Ramsay per reperire le bottiglie di quel bianco lucchese di cui il super chef proprio non poteva fare a meno. «È stata una corsa contro il tempo – racconta Rinaldi al Tirreno – Mi hanno chiamato venerdì e il pranzo era sabato! Allora mi sono rivolto a Carmignani». Ed ecco che l’intelligence lucchese si mette in moto in un baleno, da Montecarlo alla City. «Ho chiamato subito Eugenio Fontana della Tenuta del Buonamico per sapere a quali ristoranti londinesi il suo esportatore vende quel vino». La catena dei tannini è indissolubile e arriva fino a Roberto, sommelier Ais de Il Trillo, ristorante toscano in Hollywood road, nel quartiere di Chelsea. «È stato lui – racconta Rinaldi – a darmi le 12 bottiglie che poi io ho consegnato personalmente al management del Maze, giusto in tempo per il pranzo».
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Un convivio blindato, che si è svolto nella sala privata del locale, in presenza di vip la cui identità è rimasta riservata. «Il vino è stato apprezzato moltissimo – rivela Rinaldi – È un blend di vitigni toscani e francesi (Trebbiano Toscano, Pinot Bianco, Sauvignon, Semillon, Roussanne e Chardonnay) che impersona la storia di Montecarlo. Credo che questa doc, con l’aiuto del marketing, possa avere un futuro nel mercato del Regno Unito». Emozionato Carmignani: «Non ci sono parole per esprimere la nostra soddisfazione».

 

 

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