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Lug

Tipi di bottiglie per i nostri spumanti

Sono ben quindici diversi tipi di bottiglie per i nostri spumanti, che rendono quello delle bottiglie un mondo vario e ricco.

Si è sempre pensato che le dimensioni di una bottiglia non fossero importanti, ma si è scoperto che più è grande la sua capacità, migliore è la conservazione del vino che affina, all’interno della bottiglia stessa, le proprie caratteristiche organolettiche.

Anche se le prime bottiglie furono forgiate nella metà del Seicento dai maestri vetrai inglesi, l’origine dei quindici diversi formati di bottiglia fu ad opera dei francesi.

Così come fu francese l’idea di dare ai formati più grandi il nome di un re biblico, così da esaltare il valore e il pregio del vino stesso.

Il formato più piccolo di una bottiglia è quello da 20 cl, il cosiddetto Quarto che è poi quella che troviamo sull’aereo e negli hotel.

Poi abbiamo il formato “mezza” da 37 cl e quello “media” o “pinta” da 50 cl che venne creato alla fine del seicento per un’ordinanza reale che disponeva che una bottiglia dovesse contenere una pinta seguendo le misure di Parigi.

Abbiamo poi il formato champenoise o champagnotta che è la bottiglia da 75 cl, quella classica per lo champagne e per tutti i tipi di vino spumante.

Dalla champagnotta si passa direttamente alla bottiglia da 1,5 l, la Magnum, utilizzata per ricorrenze e cerimonie e che viene considerata la bottiglia per eccellenza dello champagne, perché in essa migliora le sue qualità organolettiche.

La bottiglia Magnum è l’ultimo tipo di bottiglia riempita da una macchina, tutti i formati successivi vengono riempiti tramite travaso.

Dalla Magnum si passa alla bottiglia Jeroboam, in onore del primo re di Israele. Ha una capacità di 3 litri e viene anche detta Doppia Magnum.

Il formato successivo è quello da 4,5 l, la bottiglia Rehoboam, da Roboamo primo re di Giuda e figlio di re Salomone.

C’è poi la bottiglia Mathusalem da 6 litri, in onore del patriarca della Genesi e antenato di Noè che visse fino a 969 anni.

Si passa ai formati da 9 litri, la bottiglia Salmanazar, e a quello da 12  litri, la bottiglia Balthazar, in onore dell’ultimo re di Babilonia e non erroneamente, come qualcuno pensava, ad uno dei re magi.

Abbiamo poi il formato da 15 litri, la bottiglia Nabuchodonosor, in onore di Nabuchodonosor II detto “Il Grande”.

Gli altri formati sono la Salomon da 18 litri, la Souverain da 26,25 litri, la Primat da 27 litri  e ultimo formato, quello da 30 litri, la bottiglia Melchizédech o Midas.

Queste bottiglie di grandi dimensioni e capacità sono solitamente utilizzate per il varo delle navi, più la stazza dell’imbarcazione è maggiore, più grande deve essere la bottiglia

Champenoise

La bottiglia Champenoise o champagnotta è il contenitore creato apposta per contenere champagne e per i vini spumante, poiché contengono anidride carbonica.

Una bottiglia champenoise ha una capacità di 75 cl, un’altezza di 28,5 cm, un diametro di 9,4 cm e un peso di 850 grammi.

Simile alla borgognotta, altro tipo di bottiglia da vino, la bottiglia champenoise o champagnotta ha la base più larga, il vetro e il collo più spesso perché devono reggere l’urto della pressione dell’anidride carbonica contenuta negli spumanti.

Un vino spumante contiene 6 atmosfere di anidride carbonica e ha bisogno di un contenitore che possa reggere questa pressione senza rischiare di rompersi. Si sono quindi cercati tutti gli accorgimenti possibili per prevenire un eventuale scoppio di una bottiglia soprattutto quando è calda o è a temperatura ambiente, conferendo a questa tipologia di bottiglie delle caratteristiche particolari.

Prima caratteristica è nel colore di queste bottiglie che sono verde scuro per fermare i raggi ultravioletti.

Anche lo spessore della bottiglia champenoise è maggiore rispetto ad una normale per sopportare una maggiore pressione. Il fondo è più largo e ha una prominenza conica più accentuata in modo tale che la pressione sia maggiormente distribuita da non premere sul fondo e farlo rompere. Le spalle sono snelle e slanciate per non trattenere depositi e rendere fluida la mescita del vino nel bicchiere. Il collo è lungo ed ha nella parte terminale un rigonfiamento, il cercine, creato dallo spessore stesso del vetro e su cui viene fissata la gabbietta metallica che si mette sul tappo per evitare che salti.

Negli ultimi anni, accanto alla bottiglia champenoise classica, c’è stato l’avvento della champagnotta prestige cuvée per gli spumanti di migliore qualità e pregio.

Questo tipo di bottiglia è leggermente più basso e ha la pancia e il cercine più accentuati.

Magnum

La bottiglia Magnum viene considerata, la preferita dalle persone che si intendono di spumanti e che vogliono acquistare le bollicine.

La loro funzione è quella di conservare al meglio il liquido al loro interno.

Erroneamente si è sempre pensato, soprattutto i non addetti ai lavori, che, per conservare al meglio un vino, fossero da preferire le bottiglie da 0,75 litri. Si è scoperto invece che le bottiglie migliori sono quelle più grandi, perché permettono al vino di conservarsi, di evolversi e di affinarsi al meglio.

La bottiglia perfetta, secondo gli intenditori, è la Magnum da 1,5 litri ovvero il doppio della bottiglia standard che è quella da 0,75 litri.

La bottiglia Magnum è da preferirsi per una serie di motivi: innanzitutto, avendo la bottiglia una capacità doppia rispetto a quella normale ma un collo delle stesse dimensioni, la quantità di ossigeno che viene a contatto con la maggiore quantità di vino è minore.

Rispetto al volume, minore è anche la quantità di vino che viene a contatto con il vetro della bottiglia, che lo separa dall’esterno e con il tappo che invece, con l’esterno, costituisce l’unico punto di contatto. Infatti in una bottiglia standard è maggiore la quantità di liquido a contatto con la bottiglia.

Tutto questo avrà come risultato quello di avere un champagne o uno spumante più protetto, che avrà un’evoluzione più stabile e raggiungerà la sua maturazione più lentamente, che sarà meno soggetto agli sbalzi di temperatura e, essendo il vino fotosensibile, che contrasterà al meglio i risvolti negativi dell’esposizione alla luce.

Il vino è una miscela viva piena di molecole diverse tra loro che in una bottiglia continuano a combinarsi e ad affinarsi e questo processo in una magnum avviene meglio, si migliorano le sue caratteristiche organolettiche.

E’ chiaro che tutte queste migliorie sono più evidenti in bottiglie che sono destinate all’invecchiamento.

Jeroboam

La bottiglia Jeroboam è una bottiglia di vino dalla capacità di 3 litri, viene anche detta Doppia Magnum proprio perché è il doppio della capacità di una Magnum da 1,5 litri ed è pari a 4 bottiglie della capacità standard da 0,75 litri.

In Francia, in alcune sue regioni e città, la capacità della Jeroboam è diversa, come a Bordeaux dove la sua capacità è di 4,5 litri.

Le prime tracce di questo formato sono del 1725 dove in un elenco di vini prodotti a Bordeaux si parla di questo nuovo formato in cui vengono commercializzati i vini più pregiati. Non si hanno notizie certe sulla capacità di queste bottiglie: c’è chi sostiene fossero da 3 litri e chi invece asserisce una capacità di 4,5 litri.

Ben presto il formato Jeroboam si diffuse nella capacità dei 3 litri anche tra i produttori di champagne e dal XX secolo è entrato a far parte e utilizzato da tutte le Nazioni produttrici di vino.

Il nome Jeroboam venne dato in onore del primo re del regno di Israele, Geroboamo, che viene dipinto nella Bibbia come un uomo di grandi virtù e valori. Questo nome così prestigioso fu dato dai viticoltori di Bordeaux per mettere in risalto l’importanza e il pregio dei vini contenuti e per far sì che gli acquirenti del vino ricordassero il nome.

Da quel momento, alle bottiglie di grandi dimensioni, venne dato il nome di un re o di un personaggio biblico.

E’ ormai cosa assodata che le bottiglie di grandi dimensioni, rispetto a quelle standard, conservino al meglio il vino perché matura più lentamente, si preserva dagli sbalzi di temperatura, viene protetto maggiormente dalla luce del sole e subisce un minore processo ossidativo in quanto la quantità di ossigeno è minore rispetto a quella che viene a contatto in una bottiglia standard con la quantità di vino, avendo lo stesso collo di una bottiglia da 0,75. Unico inconveniente di una bottiglia così grande è la poca manegevolezza nell’atto di essere servito.

E’ per questo motivo che queste bottiglie di grandi dimensioni solitamente vengono richieste, comprate e utilizzate per momenti particolari di feste e celebrazioni ma anche per essere regalate.

Questo formato è utilizzato quasi esclusivamente per spumanti e champagne, anche se non di rado troviamo, oggi, in questo formato vini rossi e bianchi.

La bottiglia Jeroboam viene usata ormai come rituale consolidato alla fine delle corse motociclistiche e automobilistiche.

Questa usanza, che da allora è diventata una consuetudine, nasce nel 1966 durante la premiazione della 24 ore di Le Mans: al vincitore, Jo Siffert, venne regalata una bottiglia di Champagne Jeroboam per brindare alla vittoria e che lui volle agitare prima di aprirla.

Il tappo come per incanto saltò innaffiando il pubblico sottostante che fu molto contento della trovata e allora Siffert decise di bagnare volontariamente il resto del pubblico e i piloti sul palco. Da quel momento la bottiglia Jeroboam viene regalata al vincitore di queste gare.

 
 

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