Un altro Vinitaly è passato… Appuntamento al 2018

IMG_2097IMG_2098IMG-20170409-WA0003 2017-04-13_10-49-13 IMG_20170408_1427264 2017-04-13_10-50-02 2017-04-13_10-50-31 2017-04-13_10-49-51IMG-20170409-WA0011IMG_20170408_1427264

 

Ecco alcune immagini del nostro Vinitaly. Una 4 giorni di incontri con i nostri clienti Italiani, Importatori Esteri e possibili nuovi clienti che hanno preso d’assalto il nostro stand.

Ci hanno visitato amici dagli Stati Uniti, in particolar modo da Chicago, dal Nevada, dal Maine, da Boston; amici dalla Russia al Brasile, dall’Olanda all’Irlanda, senza dimenticare il grosso di visitatori nostrali. Tutti hanno potuto degustare i nostri vini nelle nuove annate e fare due chiacchere assieme sul mercato sempre più difficile e competivitivo.

Durante la manifestazione abbiamo otenuto un ulteriore riconosciento per il nostro Spumante Particolare Brut Rosé inserito nella prima guida, 5StarWines del Vinitaly, di cui abbiamo parlato nelle nostre news. Un riconoscimento che ci rende sempre più orgogliosi e che ci pone tra i migliori spuamantizzatori in Toscana.

Qui di seguito i numeri ufficiali della manifestazione

Un arrivederci al Prossimo Anno.

 

Si chiude Vinitaly 2017 con numeri enormi: 128 mila presenze da 142 paesi

Dopo quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo, il 51o Vinitaly chiude oggi a Verona registrando 128 mila presenze da 142 nazioni. Cresce l’internazionalità del salone che quest’anno ha visto aumentare i top buyer stranieri accreditati che toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48 mila visitatori esteri. Un risultato ottenuto grazie agli investimenti nell’incoming da parte di Veronafiere, in collaborazione con il ministero dello sviluppo economico e Ice-agenzia.

“Vinitaly 2017, che abbiamo simbolicamente battezzato come edizione 50+1 – ha commentato il presidente di Veronafiere Maurizio Danese – rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni. I risultati premiamo la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato nel centro storico di Verona e nel comune di Bardolino oltre 35 mila appassionati. L’obiettivo ora è continuare in questa direzione, forti dei nuovi strumenti messi a disposizione con la trasformazione in società per azioni di Veronafiere e dal piano industriale collegato da 100 milioni di euro, con investimenti mirati sulla filiera wine e sulla digital transformation”.

“I numeri di questa edizione – ha spiegato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani – testimoniano la crescita del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer sempre più qualificati da tutto il mondo. Basta guardare alla top ten delle presenze degli operatori stranieri che mostrano incrementi da quasi tutte le nazioni: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Francia e Canada stabili, Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6%). A questa lista si aggiunge la buona performance del Brasile (+29%), senza dimenticare il debutto assoluto a Vinitaly di Panama e Senegal. Per quanto riguarda invece l’Italia, assistiamo ad un consolidamento degli arrivi da tutte le regioni del Paese”.

Con più di 4.270 aziende espositrici da 30 paesi (aumentate nel complesso del 4% sul 2016, in particolare quelle estere, del 74%) Vinitaly si conferma il più importante salone internazionale per il vino e i distillati ma anche momento di riflessione fondamentale per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo, come hanno sottolineato la presenza del ministro alle politiche agricole Maurizio Martina, il commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, i ministri dell’agricoltura di Malta e Polonia e il viceministro all’agricoltura russo.

Nel corso della rassegna, i riflettori sono stati puntati sui mercati consolidati (ma non maturi) ed emergenti, con un’attenzione particolare agli sviluppi futuri della possibile svolta protezionista degli Stati Uniti e le ricadute della Brexit.

Ma si è guardato molto ad Oriente, con Verona e Vinitaly punto di partenza di una nuova via della seta per il vino italiano diretto in Cina che viaggia su e-commerce ed educational. A Vinitaly, 1919, il gigante cinese della distribuzione online to offline di wine&spirit, ha stretto un accordo con la Vinitaly International Academy e il fondatore Robert Yang ha promesso di aumentare entro il 2020 le vendite italiane nel paese del dragone di oltre 2 milioni di bottiglie per almeno 68 milioni di euro di fatturato. La Cina ha scelto Vinitaly come riferimento europeo per il vino, come ha ribadito l’arrivo a Verona anche degli altri colossi commerciali come Alibaba, Cofco, Winehoo e Suning.

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni: più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni, che hanno visto, tra le altre, una esclusiva per celebrare i 50 anni del Sassicaia.

Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola, che ha tagliato il traguardo delle 20 edizioni.

La 52ª edizione di Vinitaly è in programma dal 15 al 18 aprile 2018

 

 

 

La nostra scommessa “vinta” sul vino ROSA

Sempre più convinti che la strada intrapresa diversi anni fa sui vini Rosa fosse giusta e contemporanea.

Infatti anno dopo anno i nostri vini riscuotono sempre più interesse da parte di molti wine lovers che si avvicinano sempre di più a questo tipo di vino che vuole uscire dallo schema di vino solo per l’estate. No, i vini rosati ormai sono vini per tutto l’anno, ovviamente con il loro apice durante il periodo estivo dove si cerca di qualcosa di fresco e il vino rosa incarna appunto tutte queste caratteristiche. Stiamo per uscire finalmente con il nostro vino rosé nella sua nuova veste grafica, nuova bottiglia, nuovo look quindi per il nostro vino che si chiama: DEA ROSA Igt Toscana 2016, una delle migliori annate di sempre.

Ci piace tantissimo e speriamo che piaccia anche a tutti voi.

Nel frattempo ormai il nostro vino spumante Particolare brut Rosé è diventato il vino più prodotto e più venduto di tutta la nostra grande produzione. Chi lo avrebbe detto quando ormai nel lontano, si fa per dire, anno 2010, ci avvicinammo per la prima volta alla spumantizzazione metodo Martinotti o Charmat. Ora ne siano orgogliosi e non ci poniamo limiti riguardo alla produzione di spumanti, almeno fino a quanto i nostri vingeti ci potranno garantire in termine di uve.

Nel mentre poi abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti per entrambi i vini, al Global Master Rosé infatti  ci hanno assegnato 2 medaglie di Argento, per la categoria appunto dei vini rosati fermi, con il nostro Rosato Igt Toscana 2015  e per la categoria dei vini rosati spumantizzati con il nostro Particolare Brut Rosé.

Ancora più fresco il riconsocimento sempre per il nostro spumante Particolare Brut Rosé come miglior 3° spumante metodo charmat d’Italia secondo L’Annuario dei migliori vini Italiani 2017 di  Luca Maroni.

Bene avanti così, considerando questi riconsocimenti non come un traguardo ma come un punto di partenza per migliorarci ulteriormente.

dea_rosa_2017image25IMG_6131 copia

 

La Vie en Rose

 

Sempre di più si può parlare di Estate del Rosato.

Ebbene si ormai il vino rosé, fermo o spumante che sia, scala le classifiche di gradimento tra i consumatori, che  bevuta dopo bevuta lo preferiscono ad un bianco o come alternativa ad un rosso.

Il consumo di vino rsato al mondo si assesta intorno al 10% del consumo totale.

I nostri cugini d’Oltralpe ormai ci insegnano che bere rosato non è più una moda e basta, da loro forse non lo è mai stato, ma proprio uno stile ben preciso di bevuta. Infatti per esempio nel sud della Francia, in Provenza se si prende in riferimento solo il periodo diciamo estivo, da giugno a settembre si beve praticamente solo rosé con dei consumi, a scapito del vino bianco, incredibili che ne fanno un fenomeno molto importante. Francia appunto che si assesta sempre come primo produttore al mondo di vino rosato. L’Italia invece nonostante sia il secondo paese al mondo come produzione, non ha dei consumi paragonabili minimamente a quelli dei nostri cugini, infatti siamo il primo paese ad esportare più vino rosato al mondo con quasi 2/3 della nostra produzione che varca appunto i confini nazionali.

Ma qualcosa anche da noi sta cambiando, con crescite nei consumi annui di quasi il 15%.

Al Buonamico il vino rosato che nasce da uve rosse, sangiovese, syrah e canaiolo rosa che vinificate in bianco, tramite solo una fermentazione alcoolica in acciaio a basse temperature si è sempre ritagliato uno spazio importante. Un vino pensato per avere una propria identità, “non come un sottoprodotto del rosso, come dire, vinifico un vino rosso e già che ci sono faccio un po’ di rosato”, senza nulla togliere alla vinificazione da salasso, dove se fatta bene si possono avere ottimi risultati. La nostra idea invece è quella di pensare al nostro rosato come un vino con una sua entità ben distinta dal rosso, quindi selezionare i vigneti e le uve che secondo la nostra produzione ed esperienza sono più indicate, che tipo di raccolta effettuare e quando. Poi le uve una volta in cantina rigorosamente vendemmiate per tipologia vanno direttamente in pressa per una pressatura soffice ed il mostro fiore subito a fermentare in acciaio a basse temperature per circa 21 giorni. Quello che noi cerchiamo è la freschezza, i profumi ed anche il colore, il più simile al “famoso petalo di rose alla francese” perché il colore secondo noi, ma non solo, in un vino rosato è importante, e con la bottiglia rigorosamente bianca deve trasmettere queste caratteristiche e subito affascinare anche chi, e sono sempre meno, è più restio a questo tipo di vino. Va detto però che il colore ogni anno non potrà mai essere lo stesso, simili si ma dipende dall’andamento stagionale e quindi da come le uve rosse interessate coloreranno il vino per quella specifica vendemmia ed annata. Ma questo in fondo è anche il suo bello.

Per il prossimo anno infatti sempre più convinti che questo trend sia sempre più in crescita ma non ancora “esploso” del tutto stiamo pensando ad un rinnovamento del nostro packaging, stiamo già cercando quella che sarà la nostra nuova bottiglia del vino rosato, studieremo dopo quella che sarà la sua nuova etichetta e per celebrare questo cambiamento gli daremo un nome al nostro vino rosato.

Un nome che ancora non possiamo svelare.

La Storia del nostro Spumante PARTICOLARE

La storia delle Bollicine al Buonamico inizia nel 2010, quando in previsione di costruire la nuova cantina, abbiamo deciso di fare una sperimentazione di appena 2000 di spumante metodo Martinotti da uve rosse vinificate in bianco. Sangiovese e Syrah per l’esattezza che poi rappresentano le uve principali del nostro rosé vino fermo. Quindi uno spumante rosé perché noi al Buonamico il rosé lo consideriamo un vino importante, che si sta rilanciando di anno in anno, per il quale noi comunque ci abbiamo sempre creduto e su cui puntiamo molto.

Premesso che le bollicine per noi rappresentavano comunque a quel tempo già un completamento della nostra gamma che secondo noi era necessario. Montecarlo nacque come terra di vino bianco, riconosciuto a livello italiano come uno dei migliori in assoluto negli anni ’30, e allora perché non cimentarsi in questa nuova avventura. L’idea era di poterlo produrre da soli, non farcelo fare fuori in altre cantina e commercializzarlo a nostro marchio. Questa soluzione non ci piaceva per cui decidemmo con entusiasmo di fare un tentativo. Ebbene le 2000 bottiglie o poco più di spumante brut rosè ebbero un successo tra i pochi nostri clienti e amici che ebbero la “fortuna” di provarlo che decidemmo che da allora la spumantizzazione sarebbe nata definitivamente anche al Buonamico.

Il nome che fu scelto per il nuovo vino fu particolare di nome e di fatto.

Particolare nacque da un’idea di mio Padre Dino che svogliando una rivista di moda notò il lancio di una nuove linea di smalti per le unghie di Chanel che si chiama Particuliere,  edizione limitata diveentata subito un must perchè introvabile già dopo poco il lancio. Gli piacque subito pensando al nostro spumante brut rosé per l’appunto e senza troppi indugi registrammo subito il nome ed oggi dopo diversi anni possiamo certo affermare con orgoglio che Particolare è stato un nome che meglio potesse rappresentare l’idea del nostro spumante.

Oggi si conosce lo spumante Particolare nelle sue declinazioni di Uve.

Infatti subito dopo il rose è nato il Particolare Brut da uve Pinot Bianco, Semillon e Trebbiano i quali sono stati affiancati successivamente dopo qualche ano da un altro Spumante Particolare Brut che ha un secondo nome: Inedito, un’unica spumantizzazione l’anno da sole uve Pinot Bianco di diverse annate che vuole ricordare il nostro vino storico fermo top di gamma bianco appunto: il Vasario anch’esso solo Pinot Bianco. Quindi una piccola produzione per i palati più esigenti.

Ma in questa rubrica non si parla di note tecniche, quelle si rimandano alla specifiche che ogni vino presenta nel nostro sito appunto dove si spiega come nasce la spumantizzazione.

Ultimo ingresso nella famiglia del Particolare è stato quest’anno il nuovo spumante Dolce da uve Moscato, una novità assoluta per un vino dolce si ma leggermente, che da ampio spazio ai profumi e alla piacevolezza di un vino non necessariamente per accompagnare solo il dessert.

Partimmo con poco più di 2000 bottiglie con la vendemmia del 2010…

..oggi dopo altre 5 vendemmie si producono circa 70.000 bottiglie di Spumante Particolare, dove il Brut Rosè rappresenta la nostra più grande produzione proprio perché noi crediamo molto nel vino rosato anche e soprattutto spumantizzato.

Cuciniamo insieme… la nuova web iniziativa del Buonamico

Avendo molti amici ristoratori nonché clienti, mi è venuto in mente che avremo potuto collaborare insieme e creare un qualcosa che forse non c’era, o se c’era magari non è stato pubblicizzato a dovere e concettualizzato in un sito web.
Uno spazio che prende forma nel nostro nuovo sito internet, dove per ogni nostro vino viene associato un piatto di un amico ristoratore che aderisce al progetto. Un abbinamento con il cibo per ognuno nostri vini.
Sembra una cosa banale, dove è la novità? Forse non c’è una vera novità ma l’idea è che questa collaborazione innanzitutto voglia coinvolgere tutti i nostri clienti, dai più vicini ai più lontani per renderli partecipi della nostra comunicazione e ringraziarli per la loro fiducia nei nostri confronti. Per cui ci saranno ricette di ristoratori di Montecarlo, della vicina Lucca, dalla Versilia fino a Firenze e un po’ ovunque in Toscana dove abbiamo la nostra naturale roccaforte.
Coinvolgeremo però ristoratori un po’ sparsi per tutta l’Italia, da Nord a Sud, i quali avranno il piacere di condividere con noi questa idea.
E non solo perché saranno presenti anche ristoratori da diverse parti del Globo, dal Principato di Monaco, nostro omonimo e quindi ci faceva piace che qualcuno fosse presente, fino agli Stati Uniti e molte altre Nazioni.
L’idea è che ogni mese per ognuno dei nostri 14 vini ci sia un nuovo abbinamento con il cibo.
Ogni ristorante dovrà in base ad un nostro vino che viene comunicato loro decidere un piatto, e descriverlo oltre che negli ingredienti nel modo di preparazione di modo che possa essere seguito da chi si vorrà cimentare nella preparazione di quella ricetta. Per che poi l’obiettivo è anche questo, far si che chiunque possa cimentarsi in cucina seguendo le istruzioni di moltissimi Chef.
Accompagnerà il tutto in questa pagina dedicata una immagine del piatto e dello chef che lo ha preparato o in alternativa per chi preferisce un’immagine del proprio locale con una breve descrizione dello stesso accompagnato dai numeri di telefono i sito web.
Ogni vino quindi abbinato ad un amico ristoratore per almeno un mese sul nostro sito con una sua ricetta. Ci occuperemo poi noi della divulgazione delle ricette amplificando l’informazione sui vari social di riferimento per dare più visibilità possibile a questa iniziativa sperando che possa riscuotere ancora più attenzione.
Ogni mese al cambio di abbinamento tra il vino ed il nuovo amico ristoratore, sarà aggiornato l’archivio ricette dove comunque si potrà sempre consultare anche quelle passate.
La speranza che almeno 2 o 3 volte all’anno ciascuno ristoratore che partecipa ci possa fornire nuove ricette in abbinamento a vini differente dal precedente per creare anche una stagionalità al progetto.
Le ricette nell’archivio saranno classificate in base alla tipologia del vino, rosso, bianco, rosè e spumanti oltre che una ulteriore classificazione, tra antipasti, primi, secondo e dessert.
Ogni anno si raccoglieranno moltissime ricette che chissà un giorno potrebbero formare le basi una specifica App di Ricette di Amici ristoratori del Buonamico.
Anche per i nostri oli ci sarà una sezione di abbinamenti in parte gestita da noi per promuovere alcune delle nostre proposte per le degustazioni in cantina.
Ci sembra una proposta interessante. Speriamo solo che gli amici ristoratori ci seguano per tutto il tempo necessario affinche questa iniziativa possa prendere corpo e diventare importante in termini di contenuti.